Previdenza complementare – Ultimo atto – Un velo pietoso cala sulla rappresentanza.

Il nostro punto di vista sulla recente delibera si riassume cosi:

Il Cocer Difesa, sebbene possa sembrare fargli onore un disperato tentativo di risolvere l’annosa questione di cui esso stesso – insieme al Min. della Funzione Pubblica – ne rappresenta la causa della mancato soluzione (il che è sin troppo eloquente) in realtà non rappresenta altro che il definitivo e pietoso velo sull’intera vicenda per le due seguenti ragioni:

  1. La norma di riferimento citata nei consideranda, non è il Decreto Legislativo 124/93, in quanto abrogato dall’articolo 21 del Decreto Legislativo 252/2005 – norma che rivoluziona interamente il settore previdenzial-complementare italiano, sia sotto il profilo fiscale sia sotto il profilo tecnico-procedurale.

2. Il cocer Difesa, imperterrito – come negli anni – continua a fare riferimento nelle diverse ed inutili delibere alla Legge 448/98 il quale come capisaldo necessario e vincolante per l’avvio della previdenza completamentare prevederebve il passaggio al sistema del TFR rispetto al sistema attuale del TFS. Nulla di più falso! Il passaggio al sistema di calcolo della buonuscita (come fonte di alimentazione della previdenza completamentare) per il personale in regime di diritto pubblico non contrattualizzato (di cui all’art.3 comma 1 del Dlgs 165/2001) – forze armate, forze di polizia, ecc – non è obbligatorio; la fonte di alimentazione del fondo complementare deve essere stabilita (contrariamente a tutte le altre tipologie di lavoratori per cui vi è necessarieta’ del TFR) unicamente in fase concertativa, ovvero anche solo mediante una contribuzione (oltre che dal dipendente) dal datore stesso, come ben si evince dal comma 3, art 8 del menzionato D. Lgs 252/2005.

In conclusione, escludendo la volontà di approvare volutamente una delibera mal scritta, crediamo che la materia debba essere lasciata gestire a chi del settore se ne intende. Tant’è che al recente seminario tenutosi a Roma sulle novità introdotte dalla IORP 02, organizzato da Previnet (Società gestore di tutti i fondi pensione italiani) e da DELOITTE (società di Consulting a livello internazionale) il Cocer Difesa, sebbene persino invitato, non si è neanche presentato. Ci interroghiamo seriamente se davvero ancora possa rappresentare motivo di affidabilità lasciare ancora a tale organismo – prossimo alla derubricazione – l’onere di dare attuazione ad un tale importantissimo istituto. Segue atto di sollecito da parte del Commissario ad acta per l’avvio della previdenza complementare giust’appunto al Cocer, giudichino i lettori… sapendo che la nostra Associazione attende il riconoscimento da parte del Ministro della Difesa da ben 170 giorni, con un iter gerarchico iniziato oltre un anno e mezzo fa.

Comunicazione_sollecitatoria_per_COCER

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